appunti collaterali di Marina Taffetani
Non desiderate di essere uno dei milioni, desiderate di essere uno su un milione. Scoprite le vostre peculiarità, scoprite cosa vi rende unici e sfruttatelo. Farete molti meno errori se permettete ai vostri sentimenti più veri e profondi di guidarvi.
"E qualche giorno fa
ho parlato con una bambina
di certo non aveva più di due anni
mi ha mostrato la sua bambola
Io ho detto che era una bella bambola
Le ho chiesto come si chiamava
Mi ha detto che si chiamava Amalie
Le ho detto che era un bel nome
E lo sai cosa mi ha detto?
Mi ha detto che tutti i nomi belli sono tristi"
Jon Fosse, Sogno d’autunno, in Teatro
"Lei allegra
Ecco la nostra casa ci siamo ormai
Lui La nostra casa
Lei È bella questa casa è una casa vecchia
Così lontana da tutte le altre
e da tutti gli altri
Lui Tu e io soli
Lei Soli sì e non soltanto soli
ma soli insieme"
Jon Fosse, Qualcuno arriverà, in Teatro
Con una casa editrice normale non si può fare niente di particolare, se non vivacchiare tra alti e bassi. Allora si cambia. Metto su la prima factory editoriale italiana: prendo con me un centinaio di scrittori, poi si parte. Come li troverò? Alcuni – già testati in passato – li inviterò io, sperando che accettino. Altri (la maggioranza) dovranno compiere un percorso un po’ più lungo, ma ne varrà la pena. Infine ci sono i 10 scrittori attualmente sotto contratto con la casa editrice: il posto in prima fila, loro, l’hanno guadagnato tempo fa. Gli spetta di diritto. In totale saranno 110.
"My “non-existent past” is like a black hole. It’s as if someone took an eraser and wiped out my past and a part of me. I can never be a complete person. It’s the wiped out piece that I need to complete myself. It is painful to have part of you missing."
Herand Markarian, Mirrors, in Contemporary Armenian American Drama